Ecco a voi... Sara Nosella

14 marzo 2018

Aneddoti e curiosità per conoscere una delle new entry di quest'anno de Il Drago e la Fornace

Nome: SARA NOSELLA Soprannome: (in codesta squadra) Sarina/Saretta Anno di nascita: 2000 (meno qualcosa...) Altezza: 185, tacco zero Ruolo: mi fanno giocare da lunga, quando si vedono benissimo le mie doti da play, ahahah! Comunque mi definisco Ala Grande, adattabile a finta lunga. 1) Presentati: quanti anni hai: 18 fatti a gennaio. L'importante è quanti ne senti dentro! Gli anni sono solo dei numeri per contare il tempo che passa, ma per me, modestamente, non passa mai. composizione della famiglia: Mamma, Babbo, two Brothers e ovviamente io! Sono la più piccina della ciurma, nonchè la più coccolata. che scuola/lavoro fai: con entusiasmo ho ripreso gli studi universitari (Scienze delle attività motorie e sportive). Inoltre, grazie alla società del Costone, mi è stata data la bellissima possibilità di prender parte al progetto del Mini Basket, dove nelle vesti di allenatrice, faccio l'assistente a Gianni Marzocchi, a un bellissimo gruppo di marmocchietti del 2009. Mentre con Chiara Bozzi sono stata coinvolta nel progetto delle U14. Per me, sono entrambe nuove esperienze che mi stanno aiutando a crescere sia sul piano personale, sia su quello professionale, ma soprattutto mi stanno arricchendo moltissimo sul lato umano. Posso dire di esser davvero entusiasta di questa opportunità che mi è stata data e spero, nonostante la mia poca esperienza come allenatrice, di riuscire a trasmettere qualcosa di buono anch'io. Premetto mi ci vuole un pochino a sciogliermi ma una volta ingranata la marcia, parto! Poi, personalmente, le soddisfazioni più gradi sono quando i bambini e le ragazzine ti dimostrano il loro affetto, perchè è un modo per dimostrarti di aver fiducia in te. E naturalmente super entusiasmo quando li vedi crescere cestisticamente, con piccoli miglioramenti... e super "gasamento" quando fanno canestro ed esultano o ti guardano come a dire, guarda ce l'ho fatta anch'io a fare canestro! E io mi gaso più di loro. contrada: mi piacerebbe poterti rispondere... chi lo sa cosa riserva il futuro. Magari un giorno te lo dirò! interessi al di fuori della pallacanestro: per ora l'interesse principale è lo STUDIO STUDIO STUDIOOO! Ma sono anche un'amante delle passeggiate e dello sport in generale. Nei periodi di stop necessito di correre sempre, soprattutto nei panni di ciclista o infilandomi i pattini ai piedi. Mi piace molto anche il nuoto, infatti d'estate diventa una religione. Credo che per chi ha sempre fatto sport sia necessario non fermarsi mai, io la sento proprio come un'esigenza, altrimenti è come se mi togliessero l'ossigeno. Inoltre mi piace leggere, soprattutto libri inerenti la crescita personale o da cui prendere spunti di riflessione, perchè son convinta non si arriva mai... ma ci si può sempre migliorare, e dato che sono consapevole di certi miei limiti cerco di apportare qualche piccolo miglioramento, giorno dopo giorno. Suonatrice di campanelli dalla tenera età di 4 anni... ho anche la passione del pianoforte. Ovviamente solo a casa riesco a dare libero sfogo a quest'arte che, con la poca continuità, si è un pò arrugginita. giocatore o giocatrice a cui ti ispiri: in realtà non ho mai avuto un idolo/a e i grandi nomi non mi hanno mai impressionata troppo. Credo che non sia importante esser dei fenomeni solo in campo e al momento mi affascina Elena Delle Donne, sia per la sua grinta in campo che per il suo lato umano fuori. (Ovviamente per quello che posso seguire tramite i social). 2) Due parole per raccontarci come hai iniziato a giocare a basket: nonostante mi piacesse suonare il pianoforte, odiavo star seduta e sentivo l'esigenza di correre. Così mamma ha provato prima con il nuoto, poi con la pallavolo. Ma mi sono pure cimentata nel tennis, calcio, rugby... ecc. L'importante era correre e saltare. Diciamo che sono arrivata al basket solo perchè, dopo essermi fissata con la pallavolo, non potevo partecipare al campionato, dato non rientravo nella categoria. Così la mia migliore amica delle elementari (a 8 anni) mi propose di andare a provare con lei, alcune lezioni di basket. Inutile dirlo che nacque l'amore e da allora diventò un vero e proprio stile di vita, che tanto mi ha tolto, dato che le rinunce sono state molte, ma mi ha arricchito con situazioni e persone che non ricambierei con niente! e quali sono le tue caratteristiche di gioco: di quando avevo 18 anni?! Non è facile accettare di non esser la stessa di 3 interventi fa alle ginocchia. Si crede di esser sempre la stessa ma il fisico cambia (nel senso che non puoi più permetterti di chiedere determinate sollecitazioni) e bisogna imparare ad accettare la cosa (è la parte più difficile). Così capisci che non sono più tanto i salti (rimbalzi) e la reattività i tuoi punti di forza ma devi iniziare a mettere in campo, nello spogliatoio e in panchina la tua esperienza. Ci sto lavorando, perchè a volte vorrei riuscire a fare le medesime cose di qualche anno fa, ma altre mi rendo conto che riesco a fregare l'avversario solo usando i trucchetti da "anziana". 3) Parlaci della tua "carriera" cestistica: dagli 8 ai 13 anni ho giocato nel mio paese, per poi fare 3 anni di giovanili con la Reyer Venezia e 2 con la Ginnastica Triestina. Dai 18 anni ho iniziato a vivere a tutti gli effetti fuori casa, partecipando a molti campionati passando per Codroipo, Trieste, Monfalcone, Vigarano, Messina, Viterbo, Palermo, Sassari, San Giovanni Valdarno, per poi approdare a Siena. e di come ti trovi con la squadra: mi trovo davvero bene, nonostante sia un gruppo molto giovane. Da subito sono stata ben accolta e mi sento parte della squadra come se fossi con loro da molto più tempo. Sono contenta di poter lavorare con loro, e credo molto nel potenziale di tutte. e nel campionato di serie B: è un campionato di buon livello, specie in Toscana. 4) Le tue doti migliori in campo e fuori: Combattiva. E' una caratteristica che mi ha sempre contraddistinto nel mio percorso. Ovviamente, come tutti, posso avere momenti più o meno buoni, ma passato il cattivo tempo trovo sempre una scossa in grado di farmi smuovere e continuare nel perseguimento dei miei obiettivi. 5) Progetti futuri (nella vita in generale o anche nella pallacanestro nell'immediato). Le gioie di una Laurea! Seriamente ora punto a Laurearmi per proseguire con la Specialistica, perchè non è mai troppo tardi per correre verso ciò vogliamo. Per quanto riguarda la pallacanestro, spero di potermi ancora divertire qualche anno nelle vesti di giocatrice e nel frattempo continuare il percorso di allenatrice, poichè credo che dare sia il modo più bello di ricevere, e in questo ruolo, è quello che più ricevi a darti le migliori soddisfazioni. 6) Raccontaci un aneddoto divertente (negli spogliatoi, in campo durante la partita, con gli allenatori, nelle serate in camera durante i tornei ecc...) che ti ricordi. Hummm.... il problema è sceglierne uno dato che ho assistito a certe "MINKIATE" (passatemi il termine) assurde. Quello che mi viene ora alla mente è stato quando in casa con le mie coinquiline nonchè compagne di squadra (io 22 anni, Marta Savelli 28, Elena Basso 34 circa).... UAHAHAHHA, già rido... Praticamente eravamo disperate perchè si era perso ad una partita importante e l'allenatore ci aveva messo doppio allenamento tutti i giorni, domenica inclusa. Dalla disperazione eravamo buttate tutte e 3 nel divano (ore 23) quando, Marta per sdrammatizzare la situazione decise di aprire una bottiglia di vino e per scherzare lanciò mezzo bicchiere addosso ad Elena. Ecco, mai l'avesse fatto... presa da un momento di pazzia andò di corsa in cucina (ci aspettavamo come minimo ci lanciasse la scopa) invece tornò con in mano la FARINAAA! Nulla, iniziò una guerra di farina e vino... non vi dico le nostre condizioni. 2 ore per lavarci (i capelli sembravano attaccati con la gomma), ma questo era il meno rispetto al bordello fatto in casa. I muri e le piastrelle erano sudiceeee! vi dico solo che abbiamo finito di pulire il tutto (con coltelli e spugnette in mezzo alle fughe delle piastrelle) alle 3 di notte...!!! Partivano imprecazioni, chiedendo come cavolo gli era venuto in mente, per poi passare a sdraiarci a terra dalle risate.

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