Intervista a Vittoria Renzoni, Capitano della Serie B

19 febbraio 2018

Nome: Vittoria
Soprannome: Vitto
Anno di nascita: 1993
Altezza: 1.63
Ruolo: play
 
1) Presentati: quanti anni hai, composizione della famiglia, che scuola/lavoro fai, contrada, interessi al di fuori della pallacanestro, giocatore o giocatrice a cui ti ispiri.
Sono Vittoria, ho 24 anni, 25 a luglio. Vivo con i miei genitori e ho una sorella più grande, sto frequentando l’università di giurisprudenza, sono dell’istrice e, oltre al palazzetto, sono questi i luoghi dove passo la maggior parte del mio tempo. Giovanna Granieri per me è sempre stata un mito, fin da quando ero bambina l’ho sempre vista come un modello al quale ispirarmi, un mix perfetto tra un play ed una guardia.
  
2) Due parole per raccontarci come hai iniziato a giocare a basket e quali sono le tue caratteristiche  di gioco.
Ho iniziato a giocare a basket più o meno a tre anni, trasportata dalla passione di mia sorella e della mia tata Silvia che poi è diventata anche la mia prima allenatrice, posso dire che con il basket è stato amore a prima vista, da lì non ci siamo più lasciati. Il mio gioco è caratterizzato da grinta e caparbietà, ho quasi sempre avuto il ruolo di playmaker, quindi organizzare la squadra e non farla mai mollare sono sempre state le mie prerogative. Il gioco di squadra, per come la vedo io,  è la cosa più importante.
 
3) Parlaci della tua "carriera" cestistica e di come ti trovi  con la squadra e nel campionato di Serie B. 
Ho sempre giocato nel Costone Femminile, ho fatto qui tutte le giovanili, anni nei quali con la mia squadra sono riuscita a togliermi alcune soddisfazioni, come partecipare alle Finali Nazionali e ad alcune interzone. Ho avuto anche la possibilità di rapportarmi con il campionato di A2, sia da "giovane" che da "senior" se così si può dire, ed è stata un'esperienza che sicuramente mi ha fatto crescere sia dal punto di vista cestistico che umano. Ormai questo è il quarto anno che partecipiamo al campionato di serie B, è un campionato di livello alto, ma piano piano ci stiamo prendendo le misure. Quest'anno, a mio parere, anche dopo gli ultimi due innesti, siamo una squadra completa che può davvero aspirare ad ottimi risultati.
 
4) Le tue doti migliori in campo e fuori?           
Cerco sempre di essere un punto di riferimento per le persone che mi circondano, di esserci in qualsiasi momento e per qualsiasi cosa, in campo e fuori. Le mie compagne mi definiscono spesso come una "diplomatica", ancora devo capire se sia una cosa positiva o negativa, sarà per la mia abitudine di risolvere problemi senza mai perdere il controllo. Mi correggo, quasi mai. 
             
5) Progetti futuri (nella vita in generale o anche nella pallacanestro nell'immediato).
Il primo obiettivo che ho adesso è quello di finire l'Università per poi iniziare ad approcciarmi con il mondo del lavoro. A livello cestistico, arrivati a questo punto della stagione credo che l'obiettivo comune della squadra e della società sia di concludere quest'annata togliendoci qualche soddisfazione, dato che abbiamo tutte le carte in regola per poterlo fare.

6) Raccontaci un aneddoto divertente ( negli spogliatoi, in campo durante la partita, con gli allenatori, nelle serate in camera durante i tornei ecc...) che ti ricordi. 

Sono passati anni, ma il ricordo è ancora nitido. Era la partita di ritorno dello spareggio per accedere alle Finali Nazionali U14, all'andata avevamo perso di uno, quindi per passare dovevamo vincere almeno di due in casa. Finiti i quattro tempi regolamentari eravamo sopra di uno, quindi iniziammo con i tempi supplementari; finito il primo tempo supplementare il risultato era ancora invariato, più uno; all'improvviso il mio allenatore Duccio, immagino ormai convinto che dopo un supplementare il passaggio alle finali spettasse a noi, si tolse la maglietta con tanto di dedica "grazie di tutto" ed iniziò ad esultare, da solo. Il suo vice Pierfrancesco poi ristabilì la calma, penso quella sia stata la scena più divertente che abbia mai vissuto su un campo da basket, anche perché, dopo 3 tempi supplementari, alla fine abbiamo vinto davvero. 

 

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